LE UNIONI CIVILI

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Cosa sono le unioni civili?

Le unioni civili sono formazioni sociali tra due persone maggiorenni e dello stesso sesso, legate affettivamente ed economicamente che, pertanto, sono impossibilitate a contrarre matrimonio.

Per dar vita all’unione civile è sufficiente una dichiarazione dinanzi all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni, a cui farà seguito la registrazione nell’archivio di stato civile. A differenza del matrimonio, per le unioni civili non è richiesta la pubblicazione, pertanto, nessuno potrà opporsi.

Da tali unioni discendono degli obblighi, quali la coabitazione e l’assistenza morale e materiale reciproca ma non l’obbligo di fedeltà che, invece, è richiesto nel matrimonio. Inoltre, ambedue le parti dovranno contribuire alle necessità reciproche, commisurate alle proprie capacità di lavoro, che possa essere professionale o casalingo.

La documentazione che attesta la costituzione dell’unione deve contenere:

a) i dati anagrafici delle parti;

b) indicazione del loro regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni);

c) residenza;

d) identità e residenza dei due testimoni.

Che differenze ci sono con il matrimonio?

Il matrimonio, oltre ad essere un’unione solo ed esclusivamente tra due persone di sesso opposto, è anche un legame di tipo materiale e spirituale tra i coniugi da cui discendono specifici obblighi previsti dal codice civile.

La legge n. 76/2016, detta legge Cirinnà, non fa in alcun modo menzione riguardo l’obbligo di fedeltà e circa quello di collaborazione. Invero gli obblighi reciproci derivanti dall’unione civile riguardano la coabitazione e l’assistenza morale e materiale.

Come per il matrimonio, anche nell’unioni civili le coppie saranno automaticamente soggette al regime di comunione di beni a meno che non decidano per la separazione dei beni.

Inoltre, mentre nel matrimonio civile la moglie aggiunge il cognome del marito al proprio, nelle unioni civili la coppia può scegliere il cognome di famiglia, mediante dichiarazione all’ufficiale di stato civile oppure mantenere ognuno il proprio.

Infine, in caso di scioglimento dell’unione basterà farne richiesta all’ufficiale di Stato Civile attraverso una dichiarazione e dopo soli 3 mesi sarà possibile procedere con il divorzio. Tale procedura potrà essere attivata attraverso un accordo sottoscritto dalle parti, per via giudiziale o tramite negoziazione assistita. Se uno dei due partner versa in una situazione economica disagiata, potrebbe vedersi riconoscere gli alimenti.

Inoltre, in caso di cambio sesso da parte di uno dei due partner questo comporterà lo scioglimento dell’unione civile.

Quando non è possibile dare vita all’unione civile?

La nuova legge prevede anche una serie di cause c.d. impeditive alla costituzione dell’unione civile, che qualora presenti renderebbero nulla l’unione stessa. Nello specifico, questo può accadere se:

a) uno dei due partner è già unito in matrimonio oppure ha già costituito un’unione civile con altra persona

b) una delle parti è incapace

c) le parti sono legate da un vincolo di parentela

d) uno dei due partner è stato condannato definitivamente per omicidio consumato, o tentato, nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altra parte.

Quali ulteriori regimi giuridici conseguono alle unioni civili?

La L. n. 76/2016 estende alle unioni civili per le persone dello stesso sesso:

a) ordini di protezione in caso di grave minaccia all’integrità fisica o morale di una delle parti; b) la disciplina inerente l’amministrazione di sostegno;

c) la disciplina relativa all’inabilitazione e interdizione;

d) la disciplina relativa all’annullamento del contratto a seguito di violenza;

e) in caso di morte del prestatore di lavoro che sia parte di un’unione civile, la corresponsione all’altra parte sia dell’indennità dovuta dal datore di lavoro, sia di quella relativa al trattamento di fine rapporto.

Cosa accade in caso di morte?

La legge Cirinnà ha esteso all’unioni civili la disciplina sulle successioni riguardante la famiglia ed in particolare le disposizioni riguardanti la successione legittima, legittimataria, dell’indegnità, alla collazione e del patto di famiglia.

E per quanto riguarda la “step-child adoption”?

In tema di adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali rimandiamo all’articolo dedicato interamente all’argomento.

 

MATRIMONIO

UNIONE CIVILE

Obbligo di fedeltà

SI

NO

Obbligo di assistenza reciproca

SI

SI

Obbligo di contribuire ai bisogni familiari

SI

SI

Comunione dei beni

SI

SI

Separazione dei beni

convenzione patrimoniale

Convenzione patrimoniale

Stepchild adoption

SI

Solo in casi particolari

Alimenti

SI

SI

Mantenimento

SI

SI

Scioglimento del rapporto

Separazione e divorzio

Dichiarazione all’ufficiale di Stato Civile e divorzio

Eredità

SI

SI

Diritto di vivere nella casa familiare di proprietà del defunto

SI

SI

Detrazioni per partner a carico

SI

SI

Detrazioni per le spese mediche per il partner

SI

SI

Congedo matrimoniale

SI

SI

Diritto a ricevere il Tfr in caso di morte del partner

SI

SI

Pensione di reversibilità

SI

SI

Permesso di 3 giorni al mese per assistere il partner disabile

SI

SI

Permessi per lutto e gravi motivi familiari

SI

SI

 

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