Come si Calcola l’Assegno di Divorzio (Ultime Novità)

L’assegno di divorzio, alla luce della nuova giurisprudenza della Suprema Corte (Corte di Cass. SS. UU. 18287/2018)
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
DIRITTO DI FAMIGLIA, SEPARAZIONE E DIVORZI
Sei alla ricerca di un avvocato o hai bisogno di maggiori informazioni?
Condividi su
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Indice dell'articolo

L’assegno di divorzio, alla luce della nuova giurisprudenza della Suprema Corte (Corte di Cass. SS. UU. 18287/2018)

La rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione n. 11504 del maggio 2017, è stata recentemente ridimensionata dalla pronuncia a Sezioni Unite del Luglio 2018 n. 18287.

Assegno di Divorzio: Che cosa ha stabilito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite?

La Corte ha evidenziato che il diritto ad ottenere l’assegno di divorzio si dovrà basare sull’accertamento del criterio dell’autosufficienza economica del coniuge o sulla possibilità del ex coniuge di procurarsi adeguati mezzi per la propria autosufficienza, ma oltre a questi aspetti il giudice dovrà valutare anche altri fattori.

Che cosa è l’assegno di divorzio e quale è la sua funzione?

L’assegno divorzile consiste nell’obbligo di uno dei coniugi di versare ogni mese all’altro coniuge una somma di denaro quando quest’ultimo non ha i mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive. (Leggi anche: Separarsi o divorziare in poche settimane con la negoziazione assistita).

Sin dall’entrata in vigore della legge sul divorzio la giurisprudenza ha sempre sostenuto non solo la funzione assistenziale dell’assegno di divorzio, ma anche una funzione compensativa, in quanto si teneva conto della durata del rapporto ormai infranto, ed inoltre l’assegno svolgeva anche una funzione risarcitoria (Leggi anche: Assegno Divorzio: Revisione e Revoca).

Che cosa stabilisce la nuova pronuncia della Corte di Cassazione?

Le Sezioni Unite evidenziano che si devono tenere in considerazione dei parametri, in particolare quello del contributo fornito dal coniuge richiedente l’assegno alla conduzione della vita familiare ed anche del contributo fornito alla formazione del patrimonio comune e personale dell’altro ex coniuge (ha ritenuto dunque imprescindibile l’accertamento dell’eventuale incidenza degli indicatori contenuti dell’art. 5 co. 6 della l. n. 898 del 1970 -legge sul divorzio-).

In sostanza il giudice dovrà tenere in considerazione due diversi criteri:

Criteri meritativi

  • Valutare il contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare;
  • Verificare il contributo fornito alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi.

Criteri quantitativi

  • Della durata del matrimonio;
  • Dell’età dell’avente diritto.

Quali sono le conseguenze sul piano pratico?

La Corte nella recentissima sentenza in oggetto ha affermato che i criteri riportati nella legge sul divorzio L. 898/1970 all’art. 5 c. 6 devono essere considerati in modo univoco. Il legislatore impone di verificare se vi sia uno squilibrio della situazione economica dei coniugi, attraverso documentazione fiscale e attraverso poteri del giudice, dalla quale può derivare senz’altro un primo profilo assistenziale dell’assegno, o dalla quale può emergere una situazione economica dei coniugi equilibrata. Comunque in entrambe le ipotesi il parametro sul quale stabilire l’assegno non può essere solo questo, ma si devono prendere in considerazione anche altri elementi come il contributo del coniuge richiedente alla gestione familiare e alla creazione del patrimonio coniugale, ma anche personale. Questo contributo nasce dalle decisioni comuni, dalla gestione del rapporto coniugale, dall’assolvimento dei doveri coniugali. Questa decisione non si basa solo su una funzione assistenziale, ma considera anche quanto dal coniuge richiedente è stato sacrificato, nella gestione e nella vita familiare considerando in questo modo una funzione compensativa dell’assegno di divorzio.

Per ulteriori aggiornamenti si rimanda ai seguenti ARTICOLI:

L’assegno di divorzio versato in modalità “una tantum”

Assegno Divorzio: Revisione e Revoca

Le conseguenze del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento

Il tuo ex coniuge non versa l’assegno di mantenimento? Paga lo Stato

Differenza tra assegno all’ ex coniuge di separazione e l’assegno di divorzio.

Valenza probatoria sms ed e-mail nel diritto di famiglia

La pensione di reversibilità

Sei alla ricerca di un avvocato o hai bisogno di informazioni?
Contatta lo studio dell’Avvocato Cirri per un appuntamento conoscitivo o invia un’email a avvocato@lorenzocirri.it.

Articoli correlati

Gli Accordi prematrimoniali

È un accordo tra due soggetti prossimi al matrimonio volto a regolamentare la situazione patrimoniale e non solo, nell’eventualità di una futura e irreparabile crisi coniugale

Scopri di più »
accordi prematrimoniali
Lorenzo Cirri

Gli Accordi prematrimoniali

Che cosa si intende per patto prematrimoniale?
È un accordo tra due soggetti prossimi al matrimonio volto a regolamentare la situazione patrimoniale e non solo.

Scopri di più »

18 risposte

  1. In caso di figlio invalido e maggiorenne e 41 anni di matrimonio, che diritto ha la moglie e il figlio se comunque non hanno reddito e vivono in casa comunale?

    1. Buongiorno,
      se ne sussistono i presupposti hanno diritto entrambi a assegno di mantenimento.
      Avv Cirri

  2. Buongiorno, una domanda: se si accerta che la rottura del matrimonio è imputabile alla moglie che è senza reddito con figlio minore e casa in comunione di beni, devo lo stesso il suo mantenimento visto che ha causato lei la rottura? Ed il figlio può essere collocato presso il padre?

    1. Buonasera,
      se il marito riesce a ottenere la separazione con addebito allora l’assegno non è dovuto.
      Avv Cirri

  3. buongiorno sto vivendo una situazione terribile in quando la mia ex moglie ha badato solamente al patrimonio della mia famiglia non abbiamo avuto figli e ne abbiamo adottata una che adesso ha 30 anni che non vuole lavorare ha conseguito la maturità il giudice mi ha condannato a versare 300 euro al mese a fronte di una pensione di 1.100 euro la madre la assecoda in tutto si alza alle 13 quando lei rientra dalla scuola e la notte la passa fuori da quello che mo dice x telefono svegliandomi di notte che è arrivata al punto di minacciarla di aggredirla se non le da almeno 30-50 euro al giorno cosa si può fare x indurla a trovarsi un lavoro o ad andare via di casa la madre è un’insegnante è guadagna il doppio della mia pensione ed io sono dovuto uscire da casa con le cose che avevo indosso non vuole darmi nulla delle cose mie personali c’è stata una sentenza di separazione dove la mia ex è stata condannata al pagamento delle spese processuali e da ben tre anni aspettiamo che il giudice pronunci la sentenza di divorzio
    grazie

    1. Buongiorno,
      la situazione è comune a vari padri.
      La capisco.
      Qualcosa si potrebbe fare ma non è facile.
      Ad ogni modo mi pare di capire che Lei ha già un avvocato (state aspettando la sentenza).
      Nel caso io non posso dare pareri sulla pratica perchè non ci è consentito se c’è un collega.
      Avv Cirri

  4. Gentile avvocato Mi sono separato e divorziato da circa 15 anni lei a messo x colpa è tradimento senza una prova io ho lasciato perdere. Pagavo 700.euro x ex e 2 figli più ho lasciato la casa a loro di cui la proprietaria e mia madre….che vorrebbe il suo appartamento….la mia ex da gennaio 2016 prende la pensione avrebbe un reddito di 800 euro … se prima ne davo 350 alla mia ex ora che a un reddito e giusto continuare a mantenerla ? Mi farebbe piacere se mi dasse una speranza con poche parole sul mio indirizzo email …..la ringrazio.

    1. Buonasera
      Se la signora ha un reddito che prima non aveva si può fare ricorso al giudice.
      È il giudice deciderà sullassegno di mantenimento.
      Da dove mi scrive?

  5. Buonasera, avvocato volevo sapere se tre mesi esatti di matrimonio si può avere il mantenimento. Mia sorella è stata lasciata dal marito, dopo aver tolto tutto in casa a sua insaputa, a tre mesi esatti (sposata 3 maggio 3 agosto andato dall’ avvocato per la richiesta della separazione consensuale, copia fatta trovare a casa dal marito quando lei si è dovuta assentare per andare al paese d origine per prendere documenti lavorativi.) In questa giornata e mezza il marito ha letteralmente tolto dalla casa matrimoniale tutto perfino il materasso,l ha lasciata senza soldi e sostentamento. Da precisare senza litigare e il 3 sono andati a festeggiare con amici a pranzo e nel pomeriggio é andato dall avvocato.L ha fatta licenziare per cambiare paese. Possibile che 3 mesi non sono nulla per la legge? Vorrei avere un altro parere in riguardo grazie infinite

    1. Buonasera,
      tre mesi sono pochi, in ogni caso andrebbe analizzato il caso nello specifico per capire cosa è successo.
      Da dove mi scrive?
      Comunque se sua sorella ha già un avvocato io non posso intervenire.
      Avv Cirri

    1. Buona sera avv io mi devo separare da mia moglie perché abbiamo dei grossi problemi abbiamo anche 2 figli piccoli io sono sposato con la separazione dei beni da circa 2 anni ho comprato casa mae solo intestata a me percepisco un stipendio scarso 1000 euro con tutti gli assegni famigliari volevo sapere come muovermi e cosa mi tocca a me come mantenimento avendo dei prestiti in corso di circa 400 euro al mese lei continua a minacciarmi ogni giorno avrei bisogno di aiuto aspetto una vostra ris

    2. Buongiorno
      La signora ha un lavoro?
      Mi mancano troppi dati per darle una risposta seria.
      Da dove mi scrive?
      Avv. Cirri

  6. Buongiorno,
    Io mi trovo in una situazione molto critica.
    Mi sono sposata con la mia moglie nel 2012 e abbiamo vissuto nella mansarda di proprietà di mio suocero ( tengo a precisare che i miei suoceri e anche mia moglie sono moolto benestanti).
    Nel 2014, partendo dalla una idea mia (la quale tutti mi hanno dato del matto) mia moglie aiutata finanziariamente anche da i miei suoceri, a comprato questo appartamento senza coinvolgermi, (senza parlarmi come farebbe una coppia normale) dicendomi che voglieva essere una sorpresa x me, invece io avrei voluto essere partecipe anche io con quel poco che avevo, voglievo una casa nostra non una casa loro.
    Comunque visto che l’appartamento era malmesso (praticamente tutto da resturare) ho preso l’iniziativa per ristturturarlo con gli mie pochi soldi che avevo a disposizione e visto che sono anche di mestiere, sapendo che in realtà non era a mio nome però io così li voglievo dimostrare che non m’interessa i suoi soldi o i suoi beni. Per me era solo amore e nient’altro.
    Nel 2015 e nato il nostro figlio. Dopo tantissimi anni di mio lavoro e fatica siamo riusciti an entrare in questa casa nel frattempo il nostro rapporto e diventato ogni giorno che passava sempre più freddo fino nel giorno che mia detto che non sente niente x me. Io sospettavo qualcosa che lei mi tradiva però non avevo delle prove fin quando me la detto lei chiaramente. Lei mi ha chiesto di abbandonare la casa perché e sua e perché abbiamo la separazione dei beni.
    Mi aveva chiesto la separazione consenziente che io non ho accettato. Adesso io mi trovo senza nulla e mi a minacciato che mi farà pagare anche l’affitto per tutti questi anni che abbiamo convissuto e che non mi farà vedere neanche il figlio. E vero che tutte le fatture per i lavori fatti in casa tipo l’idraulico, elettricista, serramenti sono tutti a suo nome, io praticamente non risultò da nessuna parte per la manodopera e tante altre cose che ho comprato con i soldi miei.
    Lei officialme mi a detta che a un’altro compagno, si vedono regolarmente sempre da lui e tutto questo tempo il figlio rimane con me.
    Cosa posso fare visto che lei mi vuole cacciare di casa? Io rimango praticamente nudo. Mi rimane solo il lavoro che mi l’ho devo tenere stretto. Io gli avevo detto che io non faccio nulla, non vado via di casa, non accetto la separazione consensuale e non intendo di fare io primo passo in questa direzione.
    Sono consapevole che non c’è più niente da fare per recuperare il nostro rapporto però avrei bisogno di qualche consiglio nel caso che lei farà partire ” la guerra “.
    Io non vado via di casa perché voglio e devo stare vicino a mio figlio.
    Grazie!

    1. Buonasera
      Si, la casa va alla signora e lei dovrà lasciarla.
      Per il resto direi di parlarne di persona.
      Da dove scrive?
      Avv. Cirri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *