TEMPI DI PERMANENZA DEI FIGLI CON I GENITORI IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO
La determinazione dei tempi di permanenza dei figli è un tema centrale della crisi familiare ed implica l’assunzione di importanti responsabilità da parte dei genitori.
Quando si va a regolare la gestione del rapporto genitori-figli, si deve prima di tutto guardare l’interesse di questi ultimi, è infatti buona norma prevedere che la prole conservi la residenza nel luogo dove ha sempre vissuto, con uno dei genitori, col quale continuerà ad abitare e che tecnicamente si definisce genitore collocatario.
L’altro genitore avrà diritto a frequentare il figlio secondo un calendario di visite, sia nell’ipotesi in cui sia stato previsto l’affidamento condiviso, e quindi possa assumere anche egli le decisioni sul figlio, sia che si tratti di genitore non affidatario, cioè che non abbia il potere-dovere di prendere decisioni, se non quelle più importanti.
La Suprema Corte di Cassazione ha recentemente evidenziato come il principio di bigenitorialità si traduca nel diritto di ciascun genitore ad essere presente in maniera significativa nella vita del figlio, ma che questo non comporti l’applicazione di una proporzione matematica in termini di parità dei tempi di frequentazione del minore con l’uno con l’altro genitore.
II tempi di permanenza devono essere armonizzato in concreto con le complessive esigenze di vita del figlio, la Corte ha infatti stabilito che “la bigenitorialità non comporta l’applicazione di una proporzione matematica paritaria dei tempi di frequentazione del minore, ma richiama il diritto di ciascun genitore – e del figlio – ad essere presente in maniera significativa nella sua vita.
Rilevano il modo in cui i genitori hanno in precedenza svolto i propri compiti, le capacità di relazione affettiva, di attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un costante rapporto, le abitudini di vita di ciascun genitore e l’ambiente sociale e familiare che è in grado di offrire al minore” (Cfr. Ordinanza Corte di Cassazione n. 31902 del 10 dicembre 2018).
Sulla base di quali parametri sono stabiliti i tempi di permanenza?
La giurisprudenza si è espressa nel senso di prevedere un minimo di tempo da trascorrere coi figli che deve essere garantito al genitore non collocatario, per permettergli (o permetterle) di esercitare quello che viene riconosciuto come il suo diritto-dovere ad avere un rapporto continuativo con i figli (cfr. Corte d’Appello di Catania, decreto del 16.10.2013)
I parametri in base ai quali possono essere determinati i tempi di permanenza sono principalmente:
- l’età dei figli,
- gli impegni scolastici ed extra-scolastici,
- la permanenza di genitori e figli nella stessa città o in diverse città o i diversi Paesi,
- il tipo di lavoro del genitore e gli impegni lavorativi di questo.
Il Tribunale di Brindisi sez. famiglia (marzo 2017) ha elaborato delle Linee Guida che rappresentano un innovativo intervento in materia, in quanto non fanno riferimento alla collocazione prevalente dei minori presso uno dei genitori, ritenendo invece fondamentale il coinvolgimento quotidiano di entrambi nella crescita e nell’educazione dei figli. A tal fine viene delineata anche una proposta di organizzazione dei tempi di permanenza della prole, e cioè:
– fine settimana alternati, dal venerdì all’uscita della scuola al lunedì al rientro;
– lunedì e martedì presso in genitore con cui non hanno trascorso il fine settimana;
– mercoledì e giovedì con il genitore presso il quale non lo trascorreranno.
Certamente la turnazione proposta rimane indicativa ma può essere utilizzata come valido punto di riferimento nella determinazione dei tempi di permanenza della prole presso ciascun genitore.
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Se parlassimo di famiglia non sarebbero necessarie tutte queste disposizioni. In realtà si parla di famiglia sfasciata che ancora una volta va a incidere su chi non ha colpa cioè i figli. Gli stessi dobbiamo anche assoggettarli ad avere una vita da sballottati un po’ con uno e un po’ con l’altro. Forse dovrebbero avere anche loro possibilità di scelta soprattutto perché di solito in tanta sofferenza diventano anche i migliori giudici dei genitori.
Credo molto difficile e fantasioso riuscire a mantenere rapporti sereni quando una coppia si sfascia. Le vittime sono proprio i figli che diventano oggetto del contendere e spesso vengono strumentalizzati solo per combattere una guerra contro l’altro, soprattutto quando uno dei due coniugi ha mollato tutto per dedicarsi ad altre persone. In tanti casi per tali pseudogenitori è come liberarsi di una zavorra e se mi permetto di scrivere ciò è perché l’ho vissuto sulla mia pelle.
Buonasera
Purtroppo spesso accade quello che dice lei.
Ma non sempre.
Io ho un ottimo rapporto con la mia ex moglie.
Ci sentiamo otto volte al giorno e collaboriamo (anche sul lavoro).
Buonasera,
Da tre anni al tribunale per stabilire contributo di mantenimento del piccolo di tre figli di 6 anni il quale è in affidamento congiunto ,vede entrambi i genitori con la frequenza che ha descritto nel video,gli altri due vivono con il.padre poiche non accettano le mie regole,ad esempio il mio non accettare l abandono scolastico da entrambi mentre per il padre va bene. …..
Mi trovo a vivere costretta in una città che non è mia e anche per questo finisce il matrimonio.
Vorrei trasferirmi rinunciando al contributo di mantenimento ma il mio avvocato mi dice che per legge devo risiedere nello stesso posto del padre perché sia possibile che lo stesso lo veda.
Non rientro con le spese e mi domando se tutto ciò sia possibile a parte il fatto che io non ho mai accettato di vivere in questa città
La ringrazio in anticipo della risposta
Mery
Buongiorno,
se è già seguita da un Collega non posso darle un parere.
Si rivolga al Suo avvocato, che certamente conosce meglio di me la pratica e saprà ben indirizzarla.
Cordiali saluti
Avv. Cirri
Buonasera, porto la mia esperienza, in quanto separata e madre di 3 figli. Alla separazione, il padre artigiano edile, ha insistito e ottenuto l’affido condiviso con collacaUone dei figli presso la madre, in quanto lui viaggia spesso per lavoro. I termini stabiliti dal tribunale, oltre alle vacanze estive, natalizie, pasquali ecc, tutte a metà, ci dovrebbero essere weekend alternati e 2 pomeriggi a settimana. Il padre, ha sempre bellamente glissato i due pomeriggi in settimana, quando c’è è uno soltanto, come le vacanze estive mai fatto più di una settimana, le festività non ne parliamo. In oltre parte per lavoro per più di un mese anche senza preavviso. Mi chiedo se è “impugnabile” un affido che di fatto non c’è o se in qualche modo è possibile imporre il rispetto dell’affido stesso.
Buonasera,
certamente può attenzionare al Tribunale la situazione.
eventualmente, potrà essere valutato in punto tanto della modalità di affido quanto dell’entità del contributo al mentenimento della prole.
Cordiali saluti
Avv. Cirri
Buongiorno! Il pricipio è ottimo e sarebbe auspicabile, purtroppo, anche se si mantengono rapporti civili, non sempre è attuabile. Il mio ex marito, che se ne è andato ad abitare a 30 km, e che lavora 8.00/18.00, non tiene mai la figlia in settimana, né la viene a trovare, perché lavora (lavoro anche io dalle 8.00 alle 17.30,ma x fortuna ho i miei genitori che fanno da baby sitter), il week end una volta la tiene dal venerdì sera al sabato a pranzo, e il successivo dal sabato mattina alla domenica sera. X il resto se ne lava le mani. Gli avevo chiesto un’integrazione economica di 40€ al mese, ma ovviamente non se ne parla. Pazienza. La bambina è comunque serena, ed è la cosa prioritaria. Cordiali saluti!
Buon giorno Avvocato. Sono una donna separata con 2 figli di 5 anni. Il mio ex marito non sta’ rispettando gli accordi presi e firmati davanti a un giudice e tra i nostri litigi lui mi ha sempre detto che farà in modo di togliermi i bambini, i soldi x il mantenimento dei bambini e la casa dove risiedo con i bambini nonostante sia stata io a volere la separazione x il suo tradimento che durava da 4 anni e senza nessun motivo valido in quanto madre che fa il suo dovere. Le minacce scaturite sono emerse da quando ho iniziato a rifarmi una vita con un nuovo compagno. È da un mese che si sta trattenendo uno dei miei figli facendolo dormire con lui a casa della sua compagna lasciandolo poi in custodia alla mamma della compagna dato che lavorano tutti e 2 mentre io sto a casa ad accudire l’altro mio figlio essendo disoccupata. Quando chiedo all’altro mio figlio del perché non voglia più tornare a casa a dormire o perlomeno a stare un po’ con me , non mi risponde, oppure dice x mezzo che il padre gli compra questo e quello vuole andare sempre con lui. So già che è il padre a manovrarlo cosa che però non riesce ancora a fare con l’altro bambino x poi volermi portare in causa dicendo che i bambini li sta tenendo lui quindi non avrei più il diritto dell’assegno x il mantenimento dei bambini e quindi dato che non vorranno risiedere più con me avrà la possibilità di togliermi anche la casa. Non ho mai messo i bambini contro il padre, anzi…quando non volevano andare lì invogliavo io e ho sempre cercato di stare in pace con lui nonostante le sue continue cattiverie nei miei confronti. Quindi, prima che possa perdere il diritto di stare con i miei figli e il loro l’amore nei miei confronti solo x questioni sicuramente economiche che io nn mi posso permettere…ma anche se me lo potevo permettere non accontenterei tutti i capricci dei miei figli…cosa posso fare a riguardo? È giusto che lui si possa comportare così senza commettere ( reato) x quello che era stato concordato? In attesa di una sua risposta la ringrazio e le auguro una buona giornata
Buonasera Daniela,
mi descrive una situazione molto grave che va affrontata con rapidità.
Occorre l’intervento di un avvocato.
Da dove mi scrive?
Avv Cirri
Gentile signora oltre a chiamarsi come me ha il mio stesso problema 😔
Giorno… Come comportarsi quando i bambini nn vogliono andare dal padre? Cerco di parlare cn il mio ex marito e far capire che cmq anche lui deve essere un po più presente, di prenderli anche un’oretta durante la settimana… Io ho due figli uno di 14 e la piccola di 7anni…
Buongiorno
A volte succede e sicuramente è bene capire il perché.
Nell’interesse dei figli che stanno così manifestando un disagio (non necessariamente riconducibile al padre ).
Si rivolga a un terapeuta per capire cosa fare.
A presto
Avv. Cirri
Buongiorno io vorrei porle un domanda? Ma un uomo separato con due figli che paga regolarmente tutto e che lavora in cantiere e parte da casa al mattino alle 6 e torna alla sera alle 18.30, può essere obbligato dalla ex moglie a prendere i bambini in settimana obbligandolo all’intervento di un beby sitter aggiungendo un costo aggiuntivo a quello già corrisposto?
Barbara buonasera
Purtroppo sì!
Ma per quasi tutti i tribunali quella è una spesa straordinaria che non necessita sere concordata.
E quindi va divisa.
Avv. Cirri
Buonasera Avvicato, io sono mamma di 2 bambini (3 e 2 anni) non mi sono mai sposata con il papà…ma sa un anno siamo separati, a chi posso rivolgermi per definire spese di mantenimento….e regolarizzare i giorni con cui stare? Fin’ora abbiamo trovato, oltre il lato economico, ottima intesa nel gestire i bambini e i giorni…ma spesso si verificano problematiche da parte del mio ex compagno che mandano a monte i giorni con cui dovrebbero stare con lui e io spesso mo trovo a cambiare la mia organizzazione in virtù delle sue difficoltà. Grazie per il servizio che rende!
Alessia buongiorno!
Grazie delle belle parole.
Allora: se non siete sposati potete anche fare un accordo scritto tra voi ma io lo sconsiglio perché il giorno che vengono fuori problemi è meglio avere un provvedimento del tribunale, sempre.
Da dove mi scrive?
Avv Cirri
Il padre Dei miei figli vive in un’altra regione, 240km circa, non è presente nella loro vita se non due/quattro giorni al mese. Non partecipa a spese importanti, non di interessa alla scuola e ovviamente i ragazzi hanno poco rapporto anche quando lo vedono. C è modo di obbligarlo a fare il suo dovere da padre? Perché qui, mi dicono tutti di no i suoi colleghi! È incredibile
Buongiorno,
non so se c’è un provvedimento che lui dovrebbe rispettare.
Se c’è ci sono strumenti per agire contro di lui, sicuramente non lo si può costringere ad essere un padre che non vuole essere ma le spese le deve pagare e i turni li deve rispettare.
Avv Cirri
ps: da dove mi scrive?
Buongiorno Avvocato.
Il provvedimento del giudice x vacanze estive cita “2 settimane consecutive col figlio”dubque il rientro è previsto la sera del 14esimo gg oppure la mattina del 15esimo?
O addirittura sono 15 i gg con rientro al mattino del 16esimo?
Perché non mi è chiaro e in caso di disaccordo fa la differenza.
Grazie se mi risponderà.
Roberta
Roberta buonasera,
il numero dei giorni deve corrispondere alle notti.
15 giorni vuol dire che se lo prende il 7 va reso il 22
A presto
Lorenzo Cirri