La riforma dell’assegno unico universale

Quando entrerà in vigore la nuova misura dell’assegno unico universale?
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Quando entrerà in vigore la nuova misura dell’assegno unico universale?

È opportuno distinguere due fasi:

dal 1° Luglio al 28 febbraio 2022: è entrato in vigore l’assegno Ponte
• dal 1° Marzo 2022 in poi: assegno unico universale.

La disciplina transitoria dell’assegno “Ponte” è stata necessaria per non creare difficoltà alle famiglie e ai lavoratori soprattutto dal punto di vista delle detrazioni fiscali, che vengono assorbite nell’Assegno Unico e Universale solo a partire dal mese di marzo 2022

In che cosa consiste questo assegno ponte provvisorio?

Si tratta di una misura temporanea che è stata erogata dal 1° Luglio 2021 al 28 Febbraio 2022 a tutte le famiglie con figli minori di lavoratori (autonomi, professionisti e disoccupati), che non siano beneficiari degli assegni familiari già vigenti.

Che cos’è l’assegno unico e universale?

L’Assegno Unico Universale è un sostegno economico che viene attribuito alle famiglie per ogni figlio a carico fino al compimento del ventunesimo anno di età, qualora ricorrano determinate condizioni, e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo che spetta ad ogni nucleo famigliare dipende dalla presentazione dell’ISEE.

Unico: in quanto va a sostituire tutte le misure previste a favore della famiglia che sono in vigore, quali

  • Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori.
  • Assegno di natalità
  • Premio alla nascita
  • Fondo di sostegno alla natalità
  • Graduale superamento o soppressione delle detrazioni fiscali, dell’assegno per il nucleo familiare.

Universale: beneficio indirizzato a tutti i contribuenti PROGRESSIVAMENTE.

Quali sono i requisiti per beneficiarne?

• Essere cittadino italiano o di uno Stato membro UE o un suo familiare,
titolare del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente ovvero essere cittadino di uno stato non appartenente all’UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
• Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
• Essere domiciliato e residente in Italia e avere dei figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
• Essere residente in Italia da almeno due anni, anche se non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale.
• ISEE inferiore a 40. 000 €, al di sopra di tale fascia di reddito è prevista una quota base minima di 50 euro mensili.

Quindi in base a quali fattori viene determinato l’assegno?

  1. Livello ISEE fino a 40.000 euro, oltre tale soglia è prevista una quota base minima.
  2. Numero di figli presenti nel nucleo familiare.

Si avrà una ulteriore maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio con disabilità.

Quali sono i requisiti per usufruire dell’Assegno Unico?

L’assegno è erogato dall’INPS a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale in presenza di figli e a prescindere dalla condizione lavorativa.
Il beneficio spetta:

  1. Per ciascun figlio minorenne a carico a partire dal settimo mese di gravidanza
  2. Per i figli maggiorenni fino al 21esimo anno di età
    Per i figli maggiorenni non è sufficiente non aver compiuto il ventiduesimo anno di età ma è necessaria la presenza di in una delle seguenti condizioni:
    -frequentare un corso di formazione scolastica, professionale o essere iscritto ad un corso di laurea;
    – svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa ed avere un reddito inferiore a 8mila euro al mese;
    -deve essere registrato come disoccupato e trovarsi, quindi, nella condizione di cercare lavoro presso un centro per l’impiego;
    -deve svolgere servizio civile universale.
    È importante precisare che il figlio maggiorenne può presentare personalmente la domanda al posto dei propri genitori, richiedendo la corresponsione diretta della quota di spettanza.
  3. Per i figli disabili di qualsiasi età

Come viene calcolato l’importo BASE per l’assegno unico?

  • Per ciascun figlio minorenne è previsto un importo massimo di 175 euro mensili per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, tale importo si riduce gradualmente all’aumentare dell’ISEE fino alla somma di 50 euro mensili per coloro che hanno un ISEE pari o superiore a 40.000 euro.
  • Per ciascun figlio maggiorenne, fino al ventunesimo anno di età, è previsto un importo massimo di 85 euro mensili per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, tale importo si riduce gradualmente all’ aumentare dell’ISEE fino alla somma di 25 euro mensili per coloro che hanno un ISEE pari o superiore a 40.000 euro

Sono previste delle MAGGIORAZIONI?

  • Delle maggiorazioni all’importo base sono prevista per ciascun figlio successivo al secondo per un importo massimo di 85 euro con ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, riducendosi gradualmente all’aumentare dell’ISEE Fino alla somma di 15 euro mensili per coloro che hanno un ISEE pari o superiore a 40.000 euro.
  • Delle maggiorazioni all’importo base sono previste per ciascun figlio con disabilità.
    1. Per il figlio disabile non autosufficiente: è prevista una maggiorazione di 105 euro
    2. Per il figlio affetto da disabilità grave: è prevista una maggiorazione di 95 euro
    3. Per il figlio con disabilità media: è prevista una maggiorazione di 85 euro
  • Delle maggiorazioni sono previste per le madri under 21
    La maggiorazione sarà di 20 euro per ogni figlio a carico.

Come può essere presentata la domanda?

La domanda dovrà essere presentata all’INPS, presso gli istituti di Patronato oppure al CAF, recandosi di persona o attraverso la procedura telematica secondo modalità indicate sul sito dell’INPS.

L’erogazione di tale assegno non è incompatibile con misure come il reddito di cittadinanza e altre misure che sono erogate da regioni ed enti locali. Si ha, quindi, il superamento della distinzione tra famiglie di lavoratori autonomi e di lavoratori dipendenti e titolari di partite IVA.

Qual è lo scopo di tale assegno?

Si vuole incentivare la natalità, fornire un maggiore sostegno alla genitorialità e promuovere l’occupazione soprattutto femminile.

L’Assegno Unico per i genitori separati o divorziati

Chi deve fare la domanda?

La richiesta può essere presentata solo da uno dei genitori, con istanza che deve essere effettuata una volta all’anno. Il genitore che presenta la domanda deve indicare all’interno della stessa tutti i figli per i quali ha intenzione di ottenere la prestazione. È importante ricordare che l’importo sarà soggetto a maggiorazione se nella domanda figurano più figli. Inoltre, il genitore richiedente ha l’obbligo di indicare il C.F dell’altro genitore per ciascun figlio all’interno della domanda stessa.

Quali documenti è necessario allegare?

Nell’ipotesi di genitori divorziati o separata, il richiedente in sede di invio dell’istanza deve indicare i seguenti dati:

  • codice fiscale dei figli per i quali si richiede l’assegno unico;
  • codice fiscale dell’altro genitore;
  • i dati di pagamento.

Nel compilare la domanda online, il richiedente dovrà indicare propria situazione familiare.
Nell’ipotesi in cui il richiedente abbia l’affidamento esclusivo del figlio dovrà selezionare la casella che prevede che “Il nucleo familiare comprende uno solo dei due genitori”.

Quanto spetta a ciascun genitore? La prestazione spetta interamente al genitore richiedente?

No, la prestazione non spetta interamente al richiedente. Entrambi i genitori hanno diritto in egual misura alla prestazione, ossia concorrono ciascuno per il 50%, indipendentemente dal mantenimento del coniuge e dei figli.

È possibile richiedere che la prestazione venga erogata per intero ad uno soltanto dei genitori?

Certamente sì. La procedura permette di scegliere che l’assegno unico venga erogato per intero al genitore richiedente, purché vi sia l’accordo dell’altro genitore affinché l’INPS proceda con l’erogazione del 100% dell’assegno a uno dei due genitori.

In quest’ultimo caso, il genitore non richiedente non deve avviare nessuna procedura di conferma o nulla osta riguardante la scelta di concedere il 100% della prestazione all’altro genitore. Tuttavia, rimane la possibilità per il genitore non richiedente di richiedere in un secondo momento che la ripartizione avvenga nella misura del 50% ciascuno. Il genitore, in quest’ultima ipotesi, può collegarsi direttamente sul Sito dell’INPS ed inserire, nella domanda già inviata dal genitore richiedente l’assegno, anche i propri dati tra i beneficiari della prestazione al fine di ottenere anche la propria quota.

Cosa cambia per i lavoratori subordinati?

L’assegno Unico Universale non transiterà più in busta paga. A seguito dell’entrata in vigore dell’AUUF per i figli a carico, prevista per il mese di marzo 2022, i datori di lavoro dovranno prevedere l’abrogazione delle detrazioni fiscali per i figli a carico e per gli assegni del nucleo famigliare. Il datore di lavoro non avrà alcun ruolo nell’erogazione del nuovo Assegno Unico, poiché tale erogazione sarà effettuata direttamente dall’INPS  dopo che il richiedente avrà correttamente presentato la domanda.

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